L’ultimo bacio
Regia
GABRIELE MUCCINO
Sceneggiatura
GABRIELE MUCCINO
Fotografia
Marcello Montarsi
Musiche
Paolo Buonvino
Produzione
Domenico Procacci
per Fandango,
in collaborazione con Medusa
Distribuzione
Medusa
Anno
2001
Cast
STEFANO ACCORSI (Carlo)
GIOVANNA MEZZOGIORNO (Giulia)
STEFANIA SANDRELLI (Anna)
GIORGIO PASOTTI (Adriano)
LUIGI DIBERTI (Emilio)
MARTINA STELLA (Francesca)
CLAUDIO SANTAMARIA (Paolo)
MARCO COCCI (Alberto)
LINA BERNARDI (Adele)
REGINA ORIOLI (Arianna)
PIERO NATOLI (Michele)
SERGIO CASTELLITTO (Eugenio Bonetti)
Otto personaggi intrecciano le proprie esistenze in un rincorrersi di passioni, di turbamenti e di crisi sentimentali di una borghesia assorta nella contemplazione di se stessa.
«E' stato uno dei pochi film in cui, prima di girare, abbiamo provato. E i risultati si sono visti. Gli attori devono provare. poco, magari, ma una lettura del copione tutti insieme, a tavolino come si usa a teatro, bisogna farla.
Serve tantissimo a noi attori, invece questo nel cinema italiano non si fa quasi mai. Ed è un peccato. Con Muccino l’abbiamo fatto ed è stato utilissimo. Anche il rapporto che ho avuto con la macchina da presa è stato positivo.
La sentivo. non so come dire. c'era sintonia. sapevo per esempio che quando mi voltavo lei c'era. anche perché io un po' non ci vedo. un po' ancora oggi non capisco tutte quelle cose lì. se sono in asse. se non lo sono. insomma se mi volto non devo starmi a preoccupà di tanti cacchi. mi volto e basta. e la macchina da presa deve stare lì a riprendermi.»

5 DAVID DI DONATELLO 2000
GABRIELE MUCCINO (REGIA)
DOMENICO PROCACCI (PRODUTTORE)
STEFANIA SANDRELLI (ATTRICE NON PROTAGONISTA)
CLAUDIO DI MAURO (MONTATORE)
GAETANO CARITO (FONICO IN PRESA DIRETTA)

«.Non si può certo dire che «l’ultimo bacio» sia anti-conformista, risolto com'è nei turbamenti sentimentali e nei comportamenti di una borghesia assorta nella contemplazione di se stessa. Però Muccino mostra di essere cresciuto anche in questo, riscattandosi con l’intelligente colpo di coda finale cattivello...»
Roberto Nepoti «La Repubblica»

«. Proprio quella continuità che fa esplodere le tensioni, che si sofferma su quella linea d'ombra della continua contraddizione negli stati d'animo in cui emergono le figure di Giovanna Mezzogiorno e Stefania Sandrelli che regalano uun’interpretazione di sconvolgente intensità.»
Simone Emiliani «Film»

«Madri e figlie, nonne e nipoti, coppie che soffocano i figli con i loro problemi anche quando sono cresciuti, madri separate e divise fra la paura di stare troppo addosso ai figli e quella di non dar loro abbastanza. Il debutto di Valia Santella, 'Te lo leggo negli occhi', pesca nel repertorio oggi sempre più vasto dei dubbi e dei malesseri di famiglia. Malesseri che possono diventare malattie psicosomatiche. Ma anche malattie vere, usate invece per non affrontare sofferenze di altra natura. Anche perché in genere nessuno è del tutto innocente, nessuno ha torto o ragione fino in fondo. E quasi tutti replicano con i figli, a loro modo, gli errori subiti nell’infanzia. (...) Tutto ben fatto, ben pensato, ben scritto, benissimo recitato, anche se la Saponangelo e Burruano, di solito straordinari, mettono davvero le ali solo quando passano al dialetto. Ma tutto anche appannato da una compostezza di fondo, un ritegno, una pulizia un po'anonima che non diventano mai stile. Magari quel produttore così importante, Nanni Moretti (che appare anche in un autoironico cameo), ha finito per ricoprire il ruolo del padre invadente e - suo malgrado - oppressivo, tarpando le ali alla sua protetta. Cose che capitano nelle migliori famiglie.»
Fabio Ferzetti «Il Messaggero» 4 settembre 2004

«E'un film di sommovimenti dell’anima e non di fatti e di intreccio, ed è certamente il film di una donna. Efficacissima Saponangelo, quanto a Sandrelli sembra un ruolo pensato a sua misura.»
Paolo D'Agostini «La Repubblica» 4 settembre 2004

«Se i fischi che, dopo tiepidi applausi, hanno accolto i titoli di coda alla proiezione-stampa avevano una logica, bisognerà recapitarli al produttore. Il buon Nanni Moretti, blandito e vezzeggiato anche quando batte i record del narcisismo, ha infatti esagerato con 'Te lo leggo negli occhi', opera prima di una ragazza competente e appassionata come Valia Santella: prima gonfiando l’evento al di là delle sue tenui caratteristiche, poi assegnandosi un ideale botta-e-risposta con gli spettatori fedeli, ma non fessi. (...) Nel film non accade molto ed è qui che risaltano le pecche di una sceneggiatura (firmata dall’immancabile Heidrun Schleef) che indulge troppo al surplace poetico e al dettaglio un po' paranoico, appunto, alla Moretti. Ma la regia è più alta di molti dialoghi e certe situazioni perché, in fondo, davvero interessata solo alle luci livide, ai luoghi senza tempo, ai risvolti di una napoletanità aliena, stranita, inappagata, dolente eppure vitalistica. A questa visione intimidita e insieme determinata, tanto provvisoria e imperfetta quanto baluginante di scomode sincerità, collaborano volenterosamente Luigi Maria Berruano, Ernesto Mahieux, Mariano Rigillo, Tonino Taiuti, ma soprattutto la scenografia di Eugenia F. di Napoli e la fotografia di Tommaso Borgstrom. Non c'è motivo di fischiare, ma semmai di aspettare che Valia Santella superi le colonne d'Ercole del modello Sacher e liberi compiutamente i suoi allegri fantasmi.»
Valerio Caprara «Il Mattino» 3 settembre 2004

«Reduce dal battesimo veneziano, il nuovo film prodotto da Nanni Moretti e virato tutto al femminile, una triplice traiettoria di sentimenti che passano dalla nipote alla madre alla nonna. 'Te lo leggo negli occhi' di Valia Santella, erede di una rinomata stirpe di teatranti napoletani, è infatti a suo modo una storia autobiografica arricchita dalla dialettica degli affetti e dalla bella confusione che a volte essi provocano. (...) l’opera quasi prima (c' era un 'Diario Sacher') è lastricata di ottime intenzioni narrative non ancora pienamente compiute in un incontro-scontro di movimenti dell’animo ancora un po' confuso ma che lascia ben sperare per il futuro.»
Maurizio Porro «Corriere della Sera» 11 settembre 2004


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